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EMBOLIZZAZIONE:LA BELLA STORIA DI ALESSANDRA

Questa è una lettera aperta lasciata da Alessandra e il suo intento è che le sue parole possano essere di aiuto a chi ancora sta decidendo cosa fare.

" il mio percorso è iniziato nove anni fa, e oggi comprendo che avere un fibroma uterino non è un problema solo fisico , che di per sé è già faticoso vivere, nel tempo diventa una malattia che interagisce negativamente sul piano psicologico ed emotivo. 

Seppur in forme diverse ogni donna ha intrapreso il "tour" di visite , esami, pareri discordanti, opposti e per mancanza di informazione a 70000 donne ogni anno viene tolto l'utero. Volevano toglierlo anche a me , me lo hanno proposto con parole che mi hanno ferita nel profondo e senza spiegazioni. L'utero non serve solo per procreare,  è il nostro centro, è  la vita stessa , il cuore della femminilità, è la gioia, è accoglienza,  culla della vita nostra, della sessualità vissuta con amore e naturalmente della vita che daremo se lo desideriamo. 

Ciò che vi suggerisco con il cuore, affinché cessi questo che è un dramma della mancata informazione da chi di dovere, è di non fermarvi , di cercare perché esiste la tecnica di embolizzazione che può salvare l'utero senza cicatrici e che ci salva interiormente. 

Quando ho fatto la prima visita con il Dottor Lupattelli,  ciò che mi è piaciuto e  che mi ha convinta è stata la chiarezza nel spiegarmi, l'essere guardata in faccia mentre mi parlava. 

Il dolore c'è,  ma se lo si vive come opportunità di risoluzione , sarà un dolore che si trasforma in gioia. Ognuno ha  la sua soglia di tolleranza, ma vi assicuro che non siete e non sarete sole .

Il Dottor Lupattelli,  l'equipe, non mi hanno fatto sentire un numero, né  un corpo da operare, ma una persona! Sono riconoscente per l'empatia , per la professionalità che non è limitata all'intervento, sarete seguite anche dopo , anche a casa. 

Concludo esortandovi a credere che ognuna di noi ha il potere di scegliere e poter cambiare , affinché altre donne possano avvalersi della tecnica di embolizzazione che volutamente non viene fatta conoscere. "